Fiera dell'Elettronica - Radiantistica Expò
Thursday, February 26, 2015 In fiera grandi offerte per informatica e hi-tech. Eventi ad alta specializzazione per radioamatori. Sabato 7 e domenica 8 marzo, al Centro Fiera di Montichiari, ritorna l’attesissimo appuntamento con La Fiera dell’Elettronica - Radiantistica Expò, la mostra mercato dedicata agli appassionati di informatica, hi-tech, computer, video, HI-FI e radio d’epoca, componentistica ed attrezzature per il radiantismo. Giunta alla 44a edizione, la fiera si preannuncia ricca di offerte speciali per il pubblico dei consumatori. Al contempo, come da tradizione, Radiantistica Expò proporrà un nutrito programma di eventi speciali dall’alto contenuto tecnico dedicati ai radioamatori e agli appassionati di radio d’epoca.

I numerosi visitatori attesi nelle due giornate di apertura potranno valutare un’ampia gamma delle migliori offerte sul mercato. Ad arricchire l’esposizione più propriamente commerciale, inoltre, è confermata la presenza del Radiomercatino di Portobello, giunto quest’anno alla 30a edizione, la mostra scambio dedicata alle radio d’epoca e ai materiali usati e da collezione. Nel padiglione 5, inoltre, nello stand dell'associazione AIRE (Associazione Italiana Radio Epoca), viene esposta una collezione intitolata "Radio Philips art déco dal 1930 al 1936" a cura del socio Roberto Tancredi, con apparecchiature e pezzi unici dal fascino inconfondibile che hanno fatto la storia dello stile déco.

Radiantistica Expò è un appuntamento molto atteso dagli appassionati di elettronica ed informatica”, spiega Germano Giancarli, presidente del Centro Fiera. “Il successo della fiera è confermato dall’apprezzamento del pubblico consumer e dai numeri di assoluto rilievo che registriamo in entrambi gli appuntamenti in calendario a marzo e settembre. Inoltre, di edizione in edizione, la fiera cresce in specializzazione e contenuti tecnici, con eventi di alto livello e settori espositivi dedicati al mondo dei radioamatori”. 

CONTEST UNIVERSITY ITALY 2015: EDIZIONE DA RECORD CON OLTRE 500 ISCRITTI DA TUTTO IL MONDO
In occasione dell’edizione primaverile della Fiera dell’Elettronica - Radiantistica Expò, infatti, torna il classico appuntamento con la Contest University Italy che, nella giornata di sabato 8 marzo, porterà in scena l’aspetto agonistico dell’attività dei radioamatori, con un nutrito programma di sessioni tecniche, dimostrazioni ed esercitazioni. Sono oltre 500 gli iscritti, per un’edizione che si preannuncia da record. L’evento offrirà un’opportunità di confronto e divertimento ad operatori provenienti da tutto il mondo, richiamati al Centro Fiera di Montichiari dal carattere unico dell’evento.

HAM RADIO: ALTA SPECIALIZZAZIONI CON I MARCHI MONDIALI DEL SETTORE
Dopo gli ottimi riscontri delle edizioni precedenti, inoltre, nell’ambito di Radiantistica Expò è confermato il Salone HAM RADIO. L’espressione “Ham Radio” è sinonimo di “Amateur Radio” ed identifica il vasto mondo dei radioamatori e appassionati di radiotrasmissioni nell’accezione più ampia del termine.  Il Salone HAM RADIO è dedicato proprio a questo particolare settore e vede la partecipazione di una selezione di espositori altamente specializzati del settore radioamatoriale. In mostra, apparati RTX e accessori di ultima generazione, tra cui sono annoverati i principali marchi mondiali del settore.

L’appuntamento con la 44a edizione di Radiantistica Expò, dunque, è al Centro Fiera di Montichiari (BS) nelle giornate di sabato 7, dalle 9.00 alle 18.30, e domenica 8 marzo, dalle 9.00 alle 17.30. Il biglietto d’ingresso è di 8 € (6 € ridotto over 65, gratuito fino a 12 anni).
Golositalia - Aliment 2015
Tuesday, February 17, 2015 Dal 21 al 24 febbraio, appuntamento in fiera con enogastronomia, ristorazione, attrezzature professionali L’edizione 2015 della fiera enogastronomica Golositalia si annuncia già un evento imperdibile, in modo particolare per gli addetti ai lavori. Tante le novità già annunciate, ma la più importante è quella del felice sodalizio con Aliment. Un connubio, quello tra il marchio Golositalia & Aliment, che permetterà di completare la proposta espositiva dell’evento raggiungendo tutti gli attori del settore agroalimentare: consumatori, operatori Ho.RE.CA e buyers della filiera distributiva.  

È questo il profilo del nuovo evento fieristico bresciano, manifestazione in cui confluiranno le storie di due fiere di grande rilevanza. La fiera si propone di aggregare ben 450 espositori ed una platea di 60.000 visitatori. La nuova manifestazione enogastonomica, oltre a contare su un bacino di aggregazione unico in Italia e capace di attirare buyers anche dall’estero, sarà una vetrina per tutto il territorio nazionale anche in vista di EXPO 2015.

Golositalia & Aliment sarà un ulteriore occasione per valorizzazione al meglio le eccellenze enogastronomiche italiane, in particolare focalizzando l’attenzione sui prodotti che caratterizzano del nostro territorio e migliorando l’appeal dell’Italian Food nel mondo.

Il layout della manifestazione è stato già ideato e sarà in grado di offrire un percorso ottimale al visitatore. L’evento verrà suddiviso in 6 aree tematiche: food, wine, beer, bio-vegan-gluten free, professional technology & restaurant. L’organizzazione, forte delle precedenti esperienze, ha deciso di investire ancor più nell’area eventi, saranno infatti oltre 70 durante i quattro giorni e finalizzati a coinvolgere sia il pubblico generico che gli operatori del settore.

La fiera Golositalia & Aliment si candida a diventare un appuntamento unico e imprescindibile per  tutti gli operatori del comparto agroalimentare.
Friday, April 18, 2014 Un evento unico per consumatori, operatori Ho.Re.Ca. e buyers Una fiera completa ed esaustiva a 360 gradi per il settore agroalimentare, che si rivolge ai consumatori, agli operatori Ho.Re.Ca. e ai buyers della filiera distributiva. È questo il profilo del nuovo evento fieristico bresciano che nasce dall’incontro di Golositalia e Aliment che, a febbraio 2015, si propone di aggregare ben 450 espositori ed una platea di 60.000 visitatori, con un potenziale di sviluppo con numeri ben maggiori.
I contenuti del nuovo evento sono stati illustrati durante la conferenza stampa di venerdì 18 febbraio, in cui sono intervenuti Elena Zanola, Sindaco di Montichiari, Alberto Cavalli, Assessore al Commercio, Turismo e Terziario della Regione Lombardia, Gian Francesco Tomasoni, Assessore all’Agricoltura della Provincia di Brescia.
Mauro Grandi, Amministratore unico di Mantova, ed Ezio Zorzi, Direttore Centro Fiera di Montichiari sono entrati nei dettagli dell'accordo che rientra in una strategia di sviluppo che mette al centro le esigenze del mercato e del territorio. Golositalia ed Aliment rappresentano una rilevanza nazionale ed internazionale in grado di coniugare eccellenze dell’agroalimentare e dell’enogastronomia italiana, know how del settore delle attrezzature professionali e dei servizi del settore Ho.Re.Ca. e turistico alberghiero.
Il nuovo evento, in cui confluiranno le storie di due fiere di grande rilevanza per il sistema bresciano, nasce dall’accordo tra Centro Fiera di Montichiari, promotore di Aliment&Attrezzature, fiera che da oltre vent’anni si rivolge al settore Ho.Re.Ca. del territorio, e Mantova In, società in capo a Mauro Grandi, ed organizzatrice di Golositalia, la novità fieristica di maggior successo degli ultimi anni dedicati all’agroalimentare ed all’enogastronomia.
La nuova fiera che nasce dalla sinergica contestualizzazione tra Golositalia ed Aliment, oltre a contare su un bacino di aggregazione unico in Italia e capace di attirare buyers anche dall’estero, sarà una vetrina per tutto il territorio nazionale, che a febbraio 2015 sarà un’occasione, nell’imminenza dall’apertura di EXPO 2015, per la migliore valorizzazione, in particolare delle eccellenze del nostro territorio ed in generale dell’appeal dell’Italian Food nella sua espressione più alta.
Il layout della manifestazione è stato creato per offrire un percorso ottimale al visitatore e verrà suddiviso in 6 aree tematiche: food, wine, beer, bio-vegan-gluten free, professional technology & restaurant. L’organizzazione forte delle precedenti esperienze ha deciso di investire ancor più nell’area eventi, saranno infatti oltre 70 durante i quattro giorni e finalizzati a coinvolgere sia il pubblico generico che gli operatori del settore.
Mauro Grandi: “Ho trovato al Centro Fiera di Montichiari una realtà professionale di alto profilo e sono fermamente convinto che già dalla prossima edizione gli espositori di Golositalia & Aliment vivranno 4 giorni all’insegna del business. Gli obiettivi degli anni passati sono sempre stati raggiunti e ad oggi sono pronto a scommettere sul superamento di 60.000 visitatori nel 2015”.
A medio termine Golositalia/Aliment sarà, potenzialmente, la fiera più importante del comparto agroalimentare, in grado di coniugare, dal lato espositivo, tutta la filiera interessata ivi compresi i piccoli e micro-produttori e, dal lato visitatori, la vasta platea dei consumatori, oltre agli operatori Ho.Re.Ca. ed ai buyers e distributori a livello nazionale ed internazionale.
REAS 2015
Tuesday, February 17, 2015 Giornata Paese Partner Italia: REAS ad INTERSCHUTZ per promuovere il sistema dell’emergenza italiano Per il mercato della safety è partito il conto alla rovescia in vista di INTERSCHUTZ, la fiera leader mondiale della protezione civile, antincendio, anticatastrofe e delle sicurezza che si terrà ad Hannover dall'8 al 13 giugno 2015. 

In quest’edizione, come annunciato, anche REAS sarà presente con una partecipazione speciale nell’ambito della collettiva italiana − organizzata per la prima volta a INTERSCHUTZ − che occuperà circa 200 mq. nel padiglione 26. Sarà l’occasione per promuovere REAS e l’intero sistema dell’emergenza italiano, proponendo la visita a REAS 2015, in calendario al Centro Fiera di Montichiari (BS) dal 9 all'11 ottobre, in abbinamento ad EXPO 2015. Un’opportunità unica per valorizzare le eccellenze del sistema produttivo italiano e la ricchezza del patrimonio culturale ed economico del nostro Paese, con ricadute dirette sul comparto turistico.

La presenza ad INTERSCHUTZ culminerà, martedì 9 giugno, con la GIORNATA DEL PAESE PARTNER ITALIA promossa da REAS. Sarà un momento di incontro tra Istituzioni, Associazioni e Aziende, per presentare in un contesto internazionale i punti che rendono il sistema italiano di gestione dell’emergenza un modello per molti Paese europei. 

All’area lounge del padiglione 26, adiacente lo stand REAS, sarà il punto di partenza per una conferenza stampa a cui parteciperanno rappresentati delle istituzioni italiane e del protocollo di Hannover Messe e una “Walking Press Conference” che farà tappa presso alcune delle aziende italiane espositrici a INTERSCHUTZ. A concludere la giornata, è previsto  un “Aperitivo Italiano” all’insegna dei prodotti italiani.

Lo stand REAS – ITALIA PAESE PARTNER, dunque, darà l’opportunità di promuovere l’incoming di buyers esteri in Italia e il rafforzamento dei legami di partnership e cooperazione internazionale.
Wednesday, January 07, 2015 INTERSCHUTZ 2015: un trampolino di lancio per REAS e per il sistema emergenza MONTICHIARI. L’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela scappare: sfruttare l’invito alla Fiera di Hannover, in Germania, trasformandolo in un potenziale trampolino di lancio non solo per REAS e per il Centro Fiera del Garda, ma anche per alcuni settori dell’economia italiana, come ad esempio il turismo, che anche a Brescia e in alcune città vicine trovano terreno fertile. Per capire il ragionamento bisogna partire dal fatto che REAS, il principale Salone italiano dedicato all’emergenza, che da alcuni anni va in scena in autunno al Centro Fiera del Garda di Montichiari, è stato invitato in Germania, al più importante evento mondiale del settore.

«Il mercato italiano della safety - ricorda l’assessore al Bilancio e Tributi di Montichiari, Renato Baratti -, quindi anche REAS, che ne è la vetrina più completa e autorevole, saranno sotto le luci dei riflettori di INTERSCHUTZ, ospiti d’onore alla fiera mondiale quinquennale che, dedicata a protezione civile, antincendio, anticatastrofe e sicurezza, è in programma ad Hannover dall’8 al 13 giugno 2015. È una clamorosa novità, che darà particolare risalto alla riconosciuta preminenza italiana nel campo del soccorso. Lo stand di RAAS ospiterà le delegazioni del Comune di Montichiari e delle organizzazioni che operano nel campo della promozione e della valorizzazione turistica del territorio bresciano, che avranno addirittura giornate speciali a loro dedicate». È un’occasione che non dobbiamo e possiamo perdere, continua Renato Baratti: «Per questo lancio l’appello a tutti gli enti pubblici ed economici bresciani, cremonesi e mantovani, a puntare su Montichiari. È in tal senso che a breve estenderemo l’invito alla partecipazione a INTERSCHUTZ anche alle Province di Brescia e Cremona. Se ci presentiamo uniti e consapevoli della nostra "forza", dalla Germania potremo attirare nuovi visitatori (non solo a Montichiari) anche nell’ambito turistico, con inevitabili e positive ricadute sull’immagine della nostra città».

L’importanza dell’ INTERSCHUTZ di Hannover, continua l’assessore, «è testimoniato anche dalla presenza del Presidente della Repubblica tedesca, della cancelliera Angela Merkel, dei capi dipartimento ed i commissari provenienti da tutta Europa. Per il Centro Fiera del Garda sarà presente il neo presidente Germano Giancarli. Grazie a questa partecipazione daremo una spinta importante a tutto il settore fieristico, a partire da REAS, la cui edizione 2015 è in programma, come sempre, nel mese di ottobre». Insomma: nella speranza che possa diventarlo anche per altre realtà locali e no, «INTERSCHUTZ è comunque un vero e proprio trampolino di lancio per Centro Fiera. Non a caso abbiamo in corso diversi contatti interessanti per altre fiere. Vogliamo aprire il più possibile il nostro polo fieristico al mondo e alle realtà internazionali che operano con successo: solo così sapremo vincere le sfide del futuro, navigare in acque più tranquille delle attuali e, perché no?, persino anticipare le tendenze del mercato, stringendo accordi con i Paesi emergenti». La «vetrina» del calendario delle manifestazioni, a partire da domenica prossima, è già ricca di appuntamenti ed impegni. 

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(Fonte: Giornale di Brescia, 5 gennaio 2015, pagina 11)
Wednesday, December 03, 2014 REAS: the success is in the numbers AN INCREASE IN VISITORS
Double-figure growth for Italy’s leading event in the emergency sector

An increase in visitors for REAS 2014. With 20,382 visitors through the doors, the 2014 edition registered a 15% increase on the previous year’s figures. The appreciation of emergency sector professionals and volunteers confirms, with its numbers, that REAS is the leading trade fair in the national scenario.



FIELD OF INTEREST
Three areas, a single concept

Visitors to REAS are volunteers in the sector or professional workers who fall into one of the exhibition’s three areas of interest: emergency first aid (56.4%); emergency civil protection (29.3%); emergency fire-fighting (14.3%).



QUALIFICATION
The leaders of the emergency sector at the show

Visitors to REAS are professional workers (20.7%) and volunteers in the sector (79%). The exhibition is a meeting point for all players involved at every level in the national protocol on emergency management.



ROLE HELD WITHIN THE COMPANY
At REAS who decides in the company

Manufacturing, sales and distribution organisations in the emergency sector not only send their technical staff and consultants to the exhibition, but also those within the company with managerial positions and the authority to make decisions (34.1%). Exhibiting at REAS means coming into direct contact with the leading companies in the market.



ROLE WITHIN THE ASSOCIATION
The world of associations and volunteers chooses REAS

REAS is the reference point for volunteers in the emergency sector. In particular, there has been an increase in the number of visitors who hold senior roles within companies or associations: chairmen (7,6%) and managing directors (20%).



REAS FOR BUYERS
Qualified visitors with direct decision-making capacity

REAS is a strategic event for those who have a decisive role in purchasing within their company, organisation or association. So exhibiting at REAS means coming into contact with those that are directly responsible for budgeting.



HIGH SATISFACTION
Broad consensus for an exhibition that never disappoints

A visit to REAS is always useful and guarantees a concrete return. The figure emerges from the level of satisfaction which, in the 20,382 visitors to REAS, is very high (52.5%) or high (38.3%).

Fiera Agricola 2015
Monday, February 16, 2015 Alla FAZI festa nonostante la pioggia. L'innovazione in agricoltura motore della ripresa. Un notevole afflusso di pubblico, in linea con le aspettative nonostante il fine settimana di maltempo, ha animato il weekend della 87ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, a conferma dell’interesse che l’attività primaria rappresenta per l’economia nazionale e il territorio lombardo.
“Sono stati tre giorni intensi – commenta soddisfatto il presidente del polo fieristico bresciano, Germano Giancarli – in cui il sistema agricolo si è confrontato, ha cercato di individuare soluzioni utili per uscire dalla crisi e ha potuto vedere le ultime novità che possono sostenere un processo di innovazione che in questo settore è costante”.
In un momento in cui i mercati agricoli soffrono e gli agricoltori italiani, secondo le elaborazioni Eurostat, nel 2014 hanno visto crollare il reddito dell’11% rispetto al 2013 (peggio solo Belgio, Finlandia e Lituania), a Montichiari – Brescia non c’è rassegnazione fra gli operatori.
Semmai, si guarda la Fiera Agricola Zootecnica Italiana con occhi nuovi. Non soltanto come occasione di confronto per informarsi e scambiare idee, ma anche per puntare sull’innovazione come elemento chiave per contenere i costi, migliorare le performance aziendali sia da un punto di vista economico che ambientale.
Ad esempio, le nuove frontiere della genomica - presentate venerdì scorso nel convegno di Anafi, l’Associazione nazionale degli allevatori della Frisona - hanno attirato oltre 500 persone fra allevatori e veterinari nella Sala convegni del polo fieristico.
La selezione dei capi, secondo Pietro Laterza, presidente di Anarb, l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna, “incide per il 30% del prezzo del latte, perché migliora la qualità e la quantità di latte prodotta per capo e la longevità dell’animale”, e per Davide Errera, allevatore di frisone fra i più premiati in Italia e su scala europea, “la genomica permette di migliorare le performance, addirittura in alcuni casi anche del 35-40%, considerando non solo i progressi sul fronte morfo-funzionale, ma anche sui parametri utili per la caseificazione”.
E poi le importanti mostre dedicate alla razza Bruna e alla Holstein, in un confronto che ha coinvolto diversi paesi europei. “Il latte è stato forse l’elemento che ha calamitato maggiore attenzione in questa edizione della FAZI – riconosce il direttore del polo fieristico bresciano, Ezio Zorzi -. Ma è comprensibile, dal momento che vi sono tensioni sul prezzo in tutta Europa e dal prossimo aprile gli allevatori dovranno fare i conti con la rivoluzione di un sistema produttivo che dopo 30 anni abbandona il regime delle quote latte”.
Il mondo agricolo, però, guarda avanti, nonostante le difficoltà. In tre giorni di manifestazione, sono molti i giovani studenti e gli agricoltori che hanno partecipato con interesse. Un segnale positivo, soprattutto alla vigilia dell’applicazione di una Politica agricola comunitaria che dedica maggiore attenzione rispetto al passato ai giovani agricoltori.
Anche la sezione equestre ha coinvolto il grande pubblico, fra cavalieri, appassionati, agrituristi, grazie anche alla rete di ippovie che attraversano il Bresciano e alla sinergia con il sistema agrituristico sul territorio.
Successo anche per la mostra mercato degli avicoli, che ha suscitato l’interesse degli allevatori, degli appassionati, ma anche di famiglie e bambini.

Sunday, February 15, 2015 Mostra Nazionale Bruna, vittoria a Parma. Premiati anche allevamenti di Bergamo e Sondrio. Grande pubblico e molta passione per la 47ª Mostra nazionale della razza Bruna, ieri pomeriggio a Montichiari, dove fino a questa sera è in corso l’edizione numero 87 della Fazi, la Fiera Agricola Zootecnica Italiana.
La campionessa assoluta della rassegna nazionale della Bruna – che ha visto in gara circa 150 animali, provenienti da 40 allevamenti - è “Rival-Payo Telly”, bovina dell’allevamento Castelgolaso dei fratelli Corsini Giuseppe e Francesco di Varsi, in provincia di Parma.
L’azienda agricola Corsini coltiva circa 500 ettari fra proprietà e affitto, con circa 200 capi, non solo di razza Bruna, ma anche di Frisona. Il latte prodotto è destinato al caseificio Cansaldi di Bardi (Parma) per la produzione di Parmigiano-Reggiano.
L’allevamento di Varsi si è aggiudicato anche la menzione d’onore della mostra, con l’animale “Alba Chiara Et”.
In territorio lombardo, invece, i premi relativi alla campionessa riserva (a Loca Doriana Paysli dell’azienda agricola Locatelli Guglielmo di Vedeseta, in provincia di Bergamo) e alla migliore mammella della mostra, vinta da Bea di Compagnoni di Valdisotto (Sondrio).
Il presidente di Anarb, Pietro Laterza, ha sottolineato ieri “l’alto livello dei soggetti in gara, la grande passione degli allevatori che svolgono una funzione di tutela del territorio, soprattutto nelle aree di montagna, e il ruolo della selezione genetica, che in questi anni ha permesso all’Italia di posizionarsi ai vertici delle classifiche mondiali”.
Sunday, February 15, 2015 Dairy Show, la regina è di Piacenza. Folto pubblico e genetica in costante crescita. Al 14º European Open Holstein Dairy Show il mattatore della manifestazione che ha chiuso la Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari è la società agricola Al.Be.Ro di Poacenza, di proprietà di Giorgio Rossetti.

È sua la campionessa vacche, "Gerboise", un animale che nel 2015, preconizza Rossetti, "produrrà 130 quintali di latte".
Ed è sempre dell'allevamento piacentino, che ha una stalla con 2.600 capi, la miglior mammella delle vacche giovani (sempre "Gerboise ") e la menzione d'onore vacche. Si tratta di "Pozosaa Goldwin Sonia", in comproprietà con l'allevamento Beltramino di Torino.

Un numero significativo di premi che porta la realtà emiliana a conquistare il podio nella categoria "Primo espositore".
In gara questo pomeriggio c'erano 138 capi, provenienti da 43 allevamenti non soltanto dall'Italia, ma anche da Spagna, Francia e Germania. Un lavoro non facile per il giudice canadese Donald Dubois, che non ha mancato di rilevare "i progressi considerevoli della selezione in Italia è il calore del pubblico, costituito da un gran numero di addetti ai lavori, come sempre calorosi e interessati".
"Sono molto soddisfatto per l'esito della gara - ha esclamato Giorgio Rossetti - perché è un riconoscimento molto importante al lavoro che svolgiamo quotidianamente in stalla, dove in questa fase il prezzo del latte non ci sta dando soddisfazioni, tanto che i produttori si trovano a dover fronteggiare l'incognita della fine delle quote latte".

Sul podio anche l'allevamento Corte Murata - Errera Holsteins di San Cataldo (Mantova), che con "Jomagro Goldwin Jasmin", in comproprietà con l'allevamento Agriber di Piacenza e M.E. Dal Farm Ladina di Pandino (Cremona), ha ottenuto la palma di campionessa riserva vacche e di miglior mammella vacche adulte.
Goldwin è risultato il miglior riproduttore.
Chi aveva scommesso prepotentemente sulla 87ª Fiera agricola zootecnica italiana di Montichiari è stata Anafi, l'Associazione nazionale allevatori razza Frisona. Lo conferma il suo presidente, Maurizio Garlappi. "Per noi è stata una tre giorni molto intensa - ha spiegato Garlappi - perché siamo partiti il primo giorno con il congresso sulle tecniche di riproduzione, molto seguito da tecnici e allevatori e abbiamo concluso ora con la gara europea".
"Come sempre constatiamo un convincente progresso della genetica - ha proseguito - e dobbiamo ringraziare il Centro Fiera del Garda per la disponibilità e il pubblico per il calore e l'interesse dimostrato".
Saturday, February 14, 2015 Ped nei suini, l'Istituto Zooprofilattivo al lavoro. Alborali: "Nessun pericolo per l'uomo o i prodotti" “La biosicurezza è oggi lo scudo più importante contro la Ped, la diarrea epidemica suina, che da inizio gennaio è comparsa in Lombardia e sta causando qualche problema ai suinicoltori. Bisogna però evitare inutili allarmismi, perché la Ped non è pericolosa per l’uomo e non influisce minimamente sulla qualità delle carni. Ma tutti coloro che operano nella prima parte della filiera suinicola devono prestare attenzione alle norme sulla biosicurezza”.
Lo afferma Loris Alborali, responsabile della Sezione diagnostica dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Lombardia ed Emilia-Romagna (Izsler) e presidente della Società italiana di patologia dell’allevamento suino (Sipas), in un’intervista rilasciata in occasione della 87ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana (Fazi) di Montichiari, in programma fino a domenica al Centro Fiera del Garda.
Alborali insiste nel raccomandare comportamenti di corretta gestione nelle fasi di biosicurezza esterna, “che significa innanzitutto fare attenzione alla movimentazione dei suini e alla pulizia dei mezzi di trasporto e delle scarpe di chi per motivi professionali visita gli allevamenti”.
Accorgimenti in grado di contrastare la circolazione di questo corona virus, comparso all’inizio di gennaio e che oggi è presente in 14 focolai nell’area fra Brescia e Mantova. “Non mi stupisce, invero, visto che il più alto numero di suini è allevato in queste due province”.
Innanzitutto, che cos’è la Ped e come si manifesta?
“È una malattia virale che colpisce i suini di tutte le età. Una volta contagiati, gli animali mangiano meno, si verifica un rialzo di temperatura, che comunque dura poco, e poi compare una diarrea liquida che ha una morbilità molto alta, superiore all’80%, mentre la mortalità è molto bassa, ad eccezione dei suini sotto scrofa, dove la mortalità varia dal 15 al 60 per cento”.
Da cosa è causata? 
“È causata da un corona-virus e, da quanto abbiamo verificato nei focolai monitorati, è molto simile a un ceppo che è chiamato Usa, isolato negli Stati Uniti e a bassa patogenicità”.
Come è arrivata la Ped nelle nostre zone?
“Lo stesso ceppo che abbiamo riscontrato nel Bresciano e nel Mantovano, è stato rinvenuto a partire dalla seconda metà del 2014 in Germania, Paesi Bassi, Danimarca e Ucraina. E già dal 213 negli Stati Uniti”.
È ipotizzabile che sia arrivato in Lombardia con i suinetti importati dall’estero?
“Non è chiaro come sia arrivato nei nostri allevamenti e come si sia diffuso anche in   altri paesi europei. Quello che è certo è che si è diffuso perché non sono state applicate tutte le misure di biosicurezza, che sono oggi le sole misure precauzionali efficaci per tenere lontano il virus”.
Qual è il grado di trasmissione tra azienda e azienda?
“Se non si rispettano le basi elementari della biosicurezza, si corrono rischi di trasmissibilità. Bisogna fare in modo di porre molta attenzione ai trasporti, alla sanitizzazione dei camion, persino alle scarpe di chi si muove per le aziende, perché le feci sono il principale veicolo di contagio. Non bisogna abbassare la guardia nemmeno quando si caricano i suinetti e i suini da azienda ad azienda e quando si va verso il macello, ma anche nella gestione degli animali morti”.
La Ped è pericolosa per l’uomo?
“No. Lo dico con chiarezza, per evitare suggestioni irrazionali da parte dei cittadini, dei consumatori, o epidemia mediatiche innescate da qualche giornalista che pensa di far vendere qualche copia in più e magari non si rende conto di procurare allarmi infondati e deleteri per un settore già in difficoltà”.
La Ped influisce sulla qualità delle carni?
“No. Ad oggi è solo problema che coinvolge qualche allevamento . Evitiamo allarmismi ed è con questo spirito che voglio raggiungere i media”.
Come si cura?
“Essendo una malattia virale, una volta che è entrata in azienda l’unico modo è attendere, velocizzare e controllare con esami che si immunizzi tutto il parco degli animali e in particolare le scrofe per evitare i danni in sala parto ”.
In che modo?
“Bisogna fare circolare il virus all’interno dell’azienda e controllare che le diverse categorie di animali presenti in azienda abbiano gli anticorpi presenti contro la Ped”.
Come si fa a scoprire che è Ped?
“Servono analisi di laboratorio, che devono essere fatte molto celermente. Inoltre, si deve procedere alla ricerca degli anticorpi, per capire quali animali ne sono in possesso”.
Voi avete come Istituto zooprofilattico sperimentale una task force?
“Sì. Siamo attrezzati e stiamo dando la priorità a questo esame, anche per capire quali ceppi sono presenti in questa zona. Le Sezioni Diagnostiche della Lombardia e dell’Emilia-Romagna sono in grado di fornire direttamente e velocemente un servizio di accertamento, come peraltro hanno già fatto e dimostrato  la Sezione di Brescia, Mantova, Cremona, Lodi, Reggio Emilia e Forlì, con il supporto per la tipizzazione dei virus dei laboratori della Sede di Brescia, che rappresenta la sede centrale dell’Istituto”.
La situazione è sotto controllo?
“Sì. Procediamo con diagnosi e analisi dei ceppi e forniamo assistenza ai veterinari, per evitare che la Ped crei dei danni. Invitiamo però gli operatori della filiera a osservare scrupolosamente le norme di biosicurezza”. 
In generale, da veterinario, come vede la situazione attuale per la suinicoltura?
“Il momento è difficile e l’attuale difficoltà economica mette in difficoltà maggiore dove in questi anni non si è investito dal punto di vista gestionale e sanitario. In questi o dove non si sono fatti i conti con attenzione, risulta difficile alle aziende rimanere in piedi. Ma devo riconoscere che gli allevatori nella maggior parte dei casi hanno lavorato bene sul piano dei controlli sanitari, nella gestione complessiva dell’impresa e nei costi di produzione. Purtroppo in questa fase i margini sono molto risicati anche per loro ”.
Qual è la situazione relativa al benessere animale nelle aziende?
“Gli allevatori sono i primi ad essere interessati, perché dove i parametri di benessere animale sono elevati, migliora la produttività e la qualità delle carni. Con riferimento alla normativa comunitaria e soprattutto per quanto riguarda l’allevamento in box delle scrofe in gestazione , direi che oggi gli allevamenti suinicoli italiani sono nella media di quelli degli altri paesi europei”.
Come veterinari state anche lavorando per ridurre l’uso di antibiotici negli allevamenti. È così?
“Sì. È fondamentale quantificare l’utilizzo degli antibiotici e questo sia perché così facendo si riducono i costi aziendali sia perché il miglioramento della produzione non è legato all’utilizzo di una maggiore quantità di antibiotici. I farmaci si usano solamente quando c’è la necessità e dobbiamo evitare che ci vengano imposte restrizioni o tolti degli antibiotici che oggi sono di notevole aiuto per il controllo di alcune patologie . Stiamo facendo attività di istruzione negli allevamenti, ma anche in questo caso spesso manca la conoscenza della quantità di antibiotici utilizzata e la possibilità di sapere se questa è in linea con la media degli altri allevamenti della nostra realtà”. 
Saturday, February 14, 2015 Bruna2015: la Campionessa assoluta arriva dal parmense Si è conclusa nel pomeriggio Bruna2015, 47a Mostra nazionale del Libro genealogico della razza Bruna italiana, promossa da Anarb.
Ecco i vincitori:

Campionessa assoluta della mostra:
Rival-Payo Telly di Corsini Giuseppe e Francesco di Varsi (PR).

Campionessa riserva della mostra:
Loca Doriana Paysli di Azienda Agricola Locatelli Guglielmo di Vedeseta (BG)

Menzione d'onore della mostra:
Castelgolaso Alba Chiara Et di Corsini Giuseppe e Francesco di Varsi (PR).

Migliore mammella della mostra:
Bea di Compagnoni di Valdisotto (SO)
Saturday, February 14, 2015 Taglio del nastro per la FAZI: il comparto agricolo chiede attenzione e guarda con fiducia al futuro Con la seconda giornata di apertura, entra nel vivo la FAZI – Fiera Agricola Zootecnica Italiana in programma fino a domenica al Centro Fiera di Montichiari (BS). L’affluenza di visitatori è stata costante fin dall’apertura, a riprova del forte richiamo che la fiera esercita sugli operatori specializzati del comparto agricolo e zootecnico. 
Alle ore 11, nella cornice del foyer del padiglione centrale, si è svolta la cerimonia di inaugurazione con il tradizionale taglio del nastro. Mario Fraccaro, Sindaco di Montichiari, ha sottolineato il valore strategico della FAZI, una fiera dalle radici antiche che valorizza un settore chiave per l’economia italiana e la storia del Paese. Germano Giancarli, presidente del Centro Fiera, ha ribadito l’importanza della FAZI, una fiera che coniuga tradizione e innovazione in un polo fieristico che oggi è un punto di riferimento per Brescia, le province limitrofe e, in prospettiva, tutta la Bassa Europa.
Renato Baratti, Assessore al Bilancio e Tributi con delega al Polo fieristico del Comune di Montichiari ha evidenziato la rilevanza internazionale degli eventi zootecnici proposti dalle Associazioni di categoria, a conferma della sinergia tra Centro Fiera e Istituzioni.
Numerose le Autorità presenti al taglio del nastro, tra le quali sono intervenuti il Prefetto di Brescia Livia Narcisa Brassesco Pace, l’on. Luigi Morgano, parlamentare europeo, Alberto Cavalli, presidente della Commissione Agricoltura Regione Lombardia, Pier Luigi Mottinelli, presidente della Provincia di Brescia, Viviana Beccalossi, assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo di Regione Lombardia, Germano Pè, presidente APA Brescia, Pietro Laterza, presidente ANARB (Associazione Nazionale Allevatori Razza Bruna) e Pietro Salcuni, Presidente AIA (Associazione Italiana Allevatori).
Nella mattinata, nell’ambito della FAZI, è stata inaugurata la mostra fotografica “La civiltà dell’acqua in Lombardia”, allestita nel Museo Giacomo Bergomi. L’esposizione raccoglie scatti di fotografi di fama internazionale che raccontano il sistema delle acque lombarde, un fattore decisivo per lo sviluppo socio-economico e territoriale della regione.
Nel padiglione degli eventi zootecnici, l’evento clou della giornata è stato le finali della Bruna2015, 47° Mostra nazionale del Libro genealogico della razza Bruna italiana. Ad aggiudicarsi il primo premio di Campionessa assoluta della mostra è stata Rival-Payo Telly di Corsini Giuseppe e Francesco di Varsi (PR).
L’appuntamento con la Fiera Agricola Zootecnica Italiana prosegue fino a domani, domenica 15 febbraio, al Centro Fiera di Montichiari (BS). Orari di apertura dalle 9.00 alle 20.00.
Friday, February 13, 2015 Latte: convegno di ANAFI su genetica e riproduzione, fattori cruciali per la crescita degli allevamenti Dal convegno sulle “Nuove tecnologie al servizio della riproduzione”, organizzato dall’Associazione nazionale degli allevatori di Frisona italiana (Anafi), nel primo giorno della 87ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari (in programma fino a domenica), emerge chiara una tendenza e cioè che “la ricerca genetica e l’adozione di nuove tecnologie nella riproduzione, possono contribuire sempre più a sostenere il reddito degli allevatori e la sostenibilità delle produzioni, sul piano ambientale ed economico, anche per il miglioramento della quantità e della qualità del latte prodotto”. A dirlo è il direttore di Anafi, Giorgio Burchiellaro.

Lo scambio di genotipi che stanno alla base della selezione genomica – stanno assumendo proporzioni sempre più internazionali incrementando in maniera costante le informazioni. Il passaggio di queste informazioni, basilari per il progresso della zootecnia da latte, ha portato alla nascita di consorzi come Eurogenomics, che raggruppa i principali paesi del Nord Europa (Germania, Francia, Olanda, Spagna, Svezia, Danimarca, Finlandia) e il Consorzio Intercontinentale, che comprende Usa, Canada, Gran Bretagna e Italia.

La selezione è comunque un processo collettivo, gestito con programmi nazionali. Oggi, nel contesto di sofferenza che sta vivendo il comparto lattiero caseario, il modo per incrementare la produzione complessiva di latte consiste nell’aumentare i volumi prodotti per ogni singola bovina. Anche perché l’aumento del numero di capi è limitato dalla disponibilità di territori adatti all’allevamento e dai vincoli imposti dalla direttiva nitrati. 

Questo significa che quanto maggiore è la produzione di latte per ogni animale, tanto minore sarà l’impatto ambientale per litro di latte prodotto. Aspetti sui quali a livello europeo bisognerà tenere conto, soprattutto alla luce della liberalizzazione delle produzioni, in vigore dal prossimo aprile, quando l’Ue dirà addio al regime delle quote latte.

Una zootecnia sostenibile sul piano ambientale e soprattutto economico – prosegue Burchiellaro - sarà sempre di più l’obiettivo dei produttori e sarà fondamentale, per gli allevatori italiani, poter disporre di animali  selezionati, in grado di sostenere elevate produzioni e, allo stesso tempo, facili da gestire e con ridotti problemi di carattere sanitario. In Italia la ricerca ha compiuto passi da gigante negli ultimi anni, grazie soprattutto all’attività di Anafi e delle associazioni degli allevatori. Con una peculiarità, legata alla trasformazione di oltre il 60% del latte italiano in formaggi di qualità, che ha spinto nel tempo la selezione a migliorare gli aspetti del latte più legati alla caseificazione, a partire dai contenuti in proteine. Da un anno è stato pubblicato un indice specifico sulla caseificazione, sul quale l’associazione nazionale con sede a Cremona sta ancora lavorando. 

“La scomparsa di un programma di selezione nazionale – mette in guardia Anafi - porterebbe a un aumento dell’importazione di riproduttori di seconda scelta e nel tempo gli allevatori italiani si troverebbero a disporre di bestiame meno selezionato dei loro colleghi esteri, aggravando la difficoltà a restare sul mercato.”

Nel corso del convegno di Montichiari, molto partecipato da allevatori, studenti universitari, veterinari, sono stati approfonditi i temi relativi alla genomica e alle nuove tecnologie riproduttive. L’utilizzo dell’embryo transfer, dell’ovum pick up, della fertilizzazione in vitro e del seme sessato, in combinazione con la genomica porta ad un’accelerazione del miglioramento genetico.
La genomica consente anche il controllo della trasmissione di geni recessivi indesiderabili e l’identificazione dei soggetti portatori . 
Accelerare il processo di selezione significa quindi migliorare la competitività economica degli allevamenti. L’allevatore che decide di investire in queste tecnologie riproduttive, chiaramente deve sostenere spese superiori rispetto al passato; ma come ogni investimento, porterà vantaggi economici nelle future generazioni.

Le tecnologie riproduttive possono essere infatti utilizzate anche per scopi commerciali, per valorizzare al meglio i soggetti con caratteristiche genetiche eccezionali, evidenziati dall’analisi genomica. In questo modo diventeranno una fonte ulteriore di reddito per i loro proprietari. 

“Con un mercato che dal prossimo aprile non avrà più vincoli di quote e in uno scenario di competizione sempre più internazionale – spiega Burchiellaro – anche la genetica rientra tra i fattori di produzione che devono essere ottimizzati, al pari di altre voci che costituiscono la gestione complessiva dell’allevamento. Il processo di selezione genetica richiede tempi lunghi , ma con una crescita costante, si conferma strategico per la zootecnia da latte italiana”.

Friday, February 13, 2015 Al via la FAZI: Montichiari regina del settore primario. Forte presenza di studenti ed iniziative formative in fiera. Montichiari, venerdì 13 febbraio 2015. Primo giorno di apertura per la FAZI – Fiera Agricola Zootecnica Italiana, in programma fino a domenica al Centro Fiera di Montichiari (BS). La giornata ha registrato un notevole afflusso di operatori del settore agricolo e zootecnico, molti dei quali abituali frequentatori del tradizionale mercato del venerdì. Particolarmente numerosi gli studenti dagli istituti agrari che hanno programmato visite guidate agli stand e agli eventi zootecnici. Anche per l’87° edizione, fin dall’apertura, la presenza di classi provenienti dalle scuole di tutto il Nord Italia è stata considerevole, con più di 1.300 studenti registrati nelle sola mattinata. Nell’area del ring degli eventi zootecnici, alcune delle classi in visita sono state impegnate in una gara di giudizio morfologico nell’ambito della 47a Mostra nazionale della razza Bruna italiana e del Dairy Show, 14° European Open Holstein Show.

“La visita in fiera è un momento altamente formativo per gli studenti degli istituti agrari”, spiega Germano Giancarli, presidente del Centro Fiera di Montichiari. “La FAZI è un’occasione unica anche sotto il profilo didattico, perché offre agli studenti un contatto diretto con le aziende del settore, preparandoli a ciò che li attende nel loro futuro di lavoro. Un segnale importante che conferma l’attenzione all’educazione e alla formazione, fattori chiave per il futuro dell’agricoltura e della zootecnia del nostro Paese.”
“La Fiera Agricola Zootecnica Italiana si conferma un appuntamento di grande rilevanza per l’intero settore primario”, prosegue Giancarli. “L’agricoltura e la zootecnia sono settori chiave per l’economia e una fiera specializzata che sappia coniugare tradizione e innovazione si conferma un appuntamento utile alle aziende e al territorio.”

Nella giornata di apertura ha raccolto ottimi riscontri il convegno promosso da ANAFI, l’Associazione nazionale degli allevatori di Frisona italiana, che ha approfondito il tema della selezione genomica e dell’adozione di nuove tecnologie nella riproduzione. 
Dopo gli ottimi riscontri della giornata di apertura, la FAZI prosegue domani con il taglio del nastro ufficiale alla presenza della autorità, in programma alle ore 11.00 nel foyer del padiglione centrale. L’altro evento clou della giornata di domani sarà quello di Bruna2015, la 47° Mostra nazionale della razza Bruna italiana che, dopo le competizioni e valutazioni della giornata, nel pomeriggio premierà la campionessa nazionale. Proseguiranno, inoltre, nell’area degli eventi zootecnici, la mostra dedicata al cavallo Haflinger e maremmano, oltre alle tradizionali mostre avicole e cunicole.

L’appuntamento con la Fiera Agricola Zootecnica Italiana prosegue fino a domenica, al Centro Fiera di Montichiari (BS), con orario di apertura dalle 9 alle 20.
Friday, February 13, 2015 Tre giorni di zootecnia, con l'occhio al mercato. Pè (ARAL): "Timidi segnali sui formaggi, speriamo." “Ci aspettano tre giorni di grande zootecnia e speriamo che i timidi segnali di ripresa che in questi giorni abbiamo rilevato sull’andamento dei formaggi Grana Padano e Parmigiano-Reggiano trovino conferma anche nelle prossime settimane, perché il comparto lattiero caseario è in sofferenza e rischiamo di arrivare a Expo con le stalle chiuse”. Il commento è del presidente dell’Associazione allevatori di Brescia e della Lombardia, Germano Pé, presente al convegno di Anafi sulle “Nuove tecnologie al servizio della riproduzione”. In prima fila, il presidente e il direttore di Aia, Pietro Salcuni e Paolo Scrocchi, e i vertici di Anafi, con Maurizio Garlappi e Giorgio Burchiellaro. E moltissimi allevatori, veterinari, tecnici.

La prima giornata della 87ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, in programma al Centro Fiera del Garda fino a domenica, parte subito bene. “C’è una sala piena – osserva Pé – e questo significa che gli allevatori hanno capito che la genetica è stata un fattore determinante che ci ha permesso di migliorare la qualità del latte, accrescere le produzioni e contribuire a una maggiore longevità e fertilità dei capi”. Domani e domenica, aggiunge il presidente dell’Aral, “ci attendono altri due giorni di altissimo profilo per il settore del latte, con la mostra nazionale della Bruna e l’Open Holstein Dairy Show”.

A tenere banco, fra gli allevatori, le ultime novità del Tavolo Latte, fra attese e incognite. Gli operatori attendono formule in grado di limitare gli effetti negativi di una volatilità troppo spinta, mentre sono piuttosto scettici rispetto al successo di un’interprofessione efficiente. Troppo spesso produttori e industria di trasformazione si sono trovati distanti, su posizioni difficilmente conciliabili.
Convincono maggiormente il mondo agricolo le proposte relative all’etichettatura sulla zona di mungitura e la possibilità di indicare se si tratta di un prodotto di montagna. E sono elevate le aspettative sulla tutela dei prodotti tipici nel corso della lunga trattativa sul Ttip, l’accordo transatlantico di libero scambio.

E c’è chi mette in risalto i benefici della cooperazione, che rimane, in quasi tutti i comparti del primario, una garanzia di maggiore redditività e di ottimizzazione dei costi. Lo afferma Marco Baresi, consigliere della coop Agricam di Montichiari, una realtà con 2.500 soci e 90 milioni di euro di fatturato, frutto della commercializzazione di prodotti petroliferi, gasolio agricolo e attività di servizio alle aziende agricole. “Mediamente la formula della cooperazione, se gestita correttamente, riesce ad assicurare una marginalità superiore di circa il 10% ogni anno – afferma Baresi – e questo permette di lavorare con una maggiore serenità, consapevoli del fatto che anche nei momenti difficili per il mercato, la formula cooperativa costituisce un paracadute”.

Thursday, February 12, 2015 FAZI al via con 350 espositori e allevatori. Scenario agricolo in attesa della ripresa. La Fiera Agricola Zootecnica Italiana (Fazi) di Montichiari si appresta a tagliare il traguardo delle 87 edizioni (da venerdì 13 a domenica 15 febbraio al Centro Fiera del Garda) con 350 espositori e allevatori. Numeri importanti, anche se l’economia disegna uno scenario negativo per l’agricoltura. Anzi, come ha detto l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, “ci troviamo in quello che è il peggiore contesto congiunturale degli ultimi 30 anni, dove tutti i comparti, se si esclude il vino, sono in perdita”.
Anche le vicende di cronaca, fra mungiture in piazza targate Coldiretti, caroselli di trattori innescati da Copagri e serpentoni di piazza decisi da Agrinsieme, denunciano che fra gli addetti ai lavori la tensione è elevata.

E non potrebbe essere diversamente se, come è stato rilevato, si apprestano a chiudere diverse stalle, compresse fra costi di produzioni che si mantengono elevati – la burocrazia continua a pesare e divora anche i benefici derivati dal contenimento della spesa per l’alimentazione dei capi – e una forbice di prezzi alla stalla e al consumo che è decisamente a svantaggio dei produttori.
Secondo quanto elaborato da Coldiretti su dati Ismea, il prezzo del latte viene pagato agli allevatori in media 35 centesimi al litro, con un calo di oltre il 20% rispetto allo scorso anno, mentre al consumo il costo medio per il latte di alta qualità è di 1,5 euro al litro, di qualche centesimo superiore allo scorso anno e, calcolatrice alla mano, con un ricarico del 328% (trecentoventotto per cento!) rispetto al pagamento alla stalla.

Dall’inizio della crisi il censimento elaborato da Palazzo Rospigliosi dice che è stata chiusa una stalla italiana su cinque, con la perdita di 32mila posti di lavoro e il rischio concreto della scomparsa del latte italiano e dei prestigiosi formaggi made in Italy, con effetti drammatici anche sulla sicurezza alimentare e sul presidio ambientale.

Non va meglio la suinicoltura, che insieme al riso (42% della produzione nazionale), al mais e al latte (44% della produzione nazionale), è uno dei fiori all’occhiello dell’agricoltura lombarda. La sinusoide con delta triennale dei prezzi dei maiali è ormai un ricordo e i bollettini camerali (o della Commissione unica nazionale) sembrano usciti da una centrifuga. Zero certezze ed elevata volatilità, con i listini dei suinetti che non riescono ad arginare l’invasione dei piccoli dall’estero.

Per il rilancio della filiera sono essenzialmente due le proposte in campo, con l’obiettivo di valorizzare la carne dei suini prodotti per il circuito Dop: il sistema di qualità nazionale e il progetto 100% suino italiano, che potrebbe vedere il coinvolgimento del consorzio di tutela del Prosciutto del San Daniele. Ma il condizionale, in assenza di pronunciamenti ufficiali, è di rigore. Quello che è certo è che la coscia, da sola, ormai non paga più il costo del suino.

L’altra certezza, piovuta come una doccia gelata dopo le passate rassicurazioni di eminenti esperti del settore, è che i suini, così come gli avicoli (altro punto di forza della zootecnia bresciana), sono esclusi dalla Pac. Niente aiuti accoppiati nel Primo pilastro della Politica agricola comunitaria, ma solo la possibilità di accedere ai fondi del Programma di sviluppo rurale, dove però gli allevatori sono chiamati a partecipare con la formula del cofinanziamento ad eventuali investimenti.

Il Psr, già. Quello lombardo è già pronto da tempo. Per la precisione, dal 5 dicembre è consultabile sul sito dell’Agricoltura della Regione. Eppure, manca l’ultimo atto formale, proveniente da Bruxelles, ma pare bloccato dall’Italia, che gradirebbe - in una sorta di formula equitativa – fare in modo che tutte le Regioni italiane, anche quelle che non hanno rispettato i tempi come la Lombardia, ricevessero il via libera.

In questo modo, però, gli agricoltori lombardi, che nell’ultimo bando sull’ammodernamento delle imprese – con un ammontare complessivo di 25 milioni di euro - hanno risposto con richieste di fondi per 78 milioni. Segno che la voglia di investire, nonostante la crisi, c’è. Ed è un segnale incoraggiante anche per gli espositori della 87ª edizione della FAZI, che a Montichiari si appresta a calare gli assi migliori, dal convegno dell’Anafi sulle nuove frontiere delle genomica (venerdì 13), alla 47ª mostra nazionale della razza Bruna (sabato 14), all’Open Holstein Dairy Show, la gara internazionale dedicata alla razza Frisona (domenica 15 febbraio).
Wednesday, February 11, 2015 La suinicoltura importa la Ped dal Nord Europa. Crisini: "Fuori dalla PAC, situazione confusa" “Stiamo assistendo a una massiccia invasione di suinetti dall’estero a prezzi scontatissimi e questo preoccupa noi allevatori, perché con questi flussi di esportazione dal Nord Europa verso l’Italia stiamo registrando episodi di Ped, acronimo che sta per diarrea epidemica suina. Non vorrei che gli allevatori nordeuropei, alle prese con la malattia, ci considerino la pattumiera dell’Europa”.
A lanciare l’allarme è Andrea Cristini, presidente dell’Anas (Associazione nazionale allevatori suini), la cui organizzazione sarà presente alla 87ª edizione della Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, in programma da 13 al 15 febbraio prossimi.
Anas parteciperà alla rassegna dedicata al comparto primario, all’interno della “casa” dell’Associazione italiana allevatori.
“Proprio in questi giorni - dice Cristini - abbiamo tenuto una riunione con l’Istituto sperimentale zootecnico della Lombardia ed Emilia-Romagna nella sede di Coldiretti Brescia e chiediamo, come allevatori, che venga innalzato il livello di guardia da parte delle autorità sanitarie. Assistiamo all’invasione di suinetti dall’estero e non si riesce a capire come mai i prezzi di vendita subiscano tagli così vertiginosi. Giusto per chiarire, però, la malattia non presenta rischi per l’uomo o per le produzioni, onde evitare ripercussioni ulteriormente negative di mercato o scenari di panico collettivo, come è capitato in passato con l’aviaria o la Bse”.
Presidente Cristini, qual è la situazione per la suinicoltura del Nord?
“La situazione è confusa. Nelle scorse settimane ho parlato anche di prosciutti di carta, denunciando un fenomeno che credo danneggi le filiere suinicole di qualità. Non torno sull’argomento, ma col volemose bene non si va più da nessuna parte. Tutti parlano di eccellenza e qualità, ma alla fine la suinicoltura annaspa”.
Lo scorso dicembre, proprio al Centro Fiera del Garda di Montichiari, Coldiretti Lombardia ha presentato il progetto 100% carne suina italiana. Come procede?
“Dal consorzio di tutela del Prosciutto di San Daniele Dop aspettiamo delle risposte, perché abbiamo la necessità di capire se la sinergia può andare avanti o se come allevatori dobbiamo esplorare altre strade. Ritengo che il consorzio del Prosciutto di San Daniele Dop sia un partner affidabile e necessario. Mi rammarica, invece, che il consorzio di tutela del Prosciutto di Parma, invece, si sia defilato”. 
La cooperazione sembra aver trovato nuovo slancio nella gestione dei macelli. Come vede questa fase?
“Da allevatore e presidente di Anas mi fa solo piacere che la cooperazione ricopra una fetta importante della macellazione italiana. L’importante è che si tutelino gli allevatori italiani dalla turbolenza dovuta all’immissione di capi esteri, a prosciutti non marchiati, a produzioni non etichettate. Se anche le cooperative di allevatori contribuiscono a tutelare il Made in Italy e la redditività dei produttori, sono felice di questo nuovo slancio nel comparto della macellazione”.
L’embargo russo vi preoccupa?
“Sì. E credo che la situazione difficilmente si sbloccherà in tempi rapidi. Soprattutto finché assisteremo a immagini di morti e scoppi di bombe, sarà tutt’altro che semplice ripristinare i rapporti. Soffre il Nord Europa, l’area Centro Orientale e Balcanica, la Danimarca, ma anche la Germania e l’Olanda. E inevitabilmente anche noi”.
La genetica italiana cosa può fare nell’ottica del miglioramento della redditività?
“La genetica italiana, se messa in competizione con un prodotto estero, è completamente diversa sul piano della resa qualitativa. Bisogna capire che prodotto si vuole avere sul mercato. Siamo alla vigilia di Expo, occasione irripetibile, non perdiamo il treno e presentiamo al mondo le eccellenze del Made in Italy”.
I suini sono esclusi dalla Pac. Deluso?
“Molto. Due anni fa avevo sollecitato maggiore attenzione per la suinicoltura, raccomandando che non venisse ancora una volta esclusa dal sostegno pubblico. Avevamo avuto rassicurazioni in tal senso, invece nulla è accaduto. C’è un grosso amaro in bocca da parte mia, perché per l’ennesima volta la Pac non contempla il nostro comparto. Ci aspettiamo che attraverso i Programmi di sviluppo rurale si riescano a individuare adeguate forme di sostegno, in un momento particolarmente negativo per l’economia del settore”.
Wednesday, February 11, 2015 Imprese agromeccaniche verso l'accesso alla PAC. Bolis: "Sempre più al servizio delle imprese agricole" “Molti contoterzisti si daranno appuntamento alla Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, per rimanere al passo con le novità che permettono alle imprese agromeccaniche di essere all’avanguardia e alle aziende agricole di ridurre i costi di gestione. La sostenibilità passa sempre di più dagli agromeccanici”.
Parola di Leonardo Bolis, presidente di Confai, la Confederazione degli Agromeccanici e Agricoltori Italiani, presente su tutto il territorio nazionale e in ascesa nel numero degli associati. Gli imprenditori agromeccanici saranno fra i protagonisti della 87ª edizione della FAZI, in programma da 13 al 15 febbraio prossimi.
Presidente Bolis, state per vincere la vostra storica battaglia: l’accesso alla Pac e al Psr…
“Per scaramanzia non mi sbilancio, ma in tal senso Confai ha avuto rassicurazioni dal ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, dal capo della segreteria politica del Mipaaf, Angelo Zucchi, e un appoggio determinante anche dall’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, che ha capito l’importanza del sistema delle imprese agromeccaniche e che un accesso ai fondi del Psr avrebbe consentito di mantenere il passo dell’innovazione nel comparto della meccanizzazione agricola”.
Davvero si potrebbe risolvere il crollo delle immatricolazioni delle trattrici in Italia aprendo ai contoterzisti?
“Una premessa: da alcuni anni il mercato delle macchine agricole in Italia si sta assestando, in linea con l’evoluzione del mondo agricolo. Molte imprese agricole stanno chiudendo, l’età media degli agricoltori supera i 63 anni, la parcellizzazione delle aziende è ancora elevato. È inevitabile che venga meno progressivamente la spinta all’acquisto di macchine agricole. In aggiunta, si sta affermando la terziarizzazione dei servizi, perché finalmente gli agricoltori hanno capito che costa meno affidare alcune o tutte operazioni colturali agli imprenditori agromeccanici. E questo perché è conveniente, si riducono le spese e si rispetta maggiormente il suolo, favorendo una maggiore sicurezza delle produzioni. Per dare qualche cifra, mutuata da una recente ricerca di Nomisma: il 33% delle aziende agricole italiane fa ricorso ampiamente al contoterzismo agricolo. E il numero, le assicuro, è in crescita”.
Poi c’è una maggiore propensione all’acquisto delle macchine…
“Esattamente. L’età media delle macchine dei contoterzisti, infatti, è inferiore ai 10 anni, mentre per le aziende agricole invece solo il 23% delle trattrici ha meno di 10 anni. Significa che ormai gli imprenditori agromeccanici sono rimasti gli unici, o quasi, a investire per una meccanizzazione all’avanguardia. Se potessero accedere alle agevolazioni previste per l’innovazione nella meccanizzazione, di certo darebbero maggiore respiro a un segmento dell’industria meccanica che ormai vende trattrici di elevata potenza e macchine da raccolta quasi esclusivamente alla nostra categoria”.
Qualcuno, nel mondo agricolo, sostiene che un’apertura al Psr toglierebbe risorse agli imprenditori agricoli.
“Lo dicano in quelle Regioni dove non si riescono ad allocare tutte le risorse pubbliche, che gli agromeccanici, accedendo alle misure legate all’innovazione sui macchinari e le tecnologie, tolgono fondi agli agricoltori. È un’accusa che non sta in piedi, ma fortunatamente sono in pochi quelli che ancora sostengono una teoria così infondata”.
Intravedete una ripresa?
“Siamo fiduciosi. I primi segnali di inversione di rotta sui cereali si possono riscontrare sia al Chicago Board of Trade che al Matif di Parigi, che sono le piazze mondiali che indicano la rotta dei mercati. Anche per il latte e la suinicoltura siamo convinti che si possa invertire la tendenza ribassista, magari facendo leva sull’etichettatura d’origine come elemento di partenza per caratterizzare senza incertezze le produzioni Made in Italy. Le imprese di meccanizzazione agricola sono in campo per sostenere l’agricoltura e la zootecnia con i propri servizi all’avanguardia e a costi accessibili”.
Monday, February 09, 2015 Santus (ANARB): "Incerto il futuro del latte. Genetica, assistenza e qualità, le chiavi della ripresa-" L’attesa delle misure dei Programmi di sviluppo rurale e del Piano operativo nazionale sulla biodiversità, le incognite per la crisi del rezzo del latte, ma anche spiragli incoraggianti dovuti alla valorizzazione dei prodotti di alta qualità derivati dal latte “disolabruna” e i progressi della genomica, che insieme all’assistenza del sistema delle associazioni degli allevatori, fornisce strumenti per migliorare la selezione e gli indici genetici, morfologici e produttivi.
È la sintesi dell’intervista che Enrico Santus, direttore dell’Associazione nazionale allevatori di razza Bruna (Anarb), rilascia alla Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, alla vigilia dell’87ª edizione della manifestazione, in programma al Centro Fiera del Garda da venerdì 13 a domenica 15 febbraio prossimi.
In particolare, sabato 14 febbraio il padiglione zootecnico si animerà con la 47ª Mostra nazionale del Libro genealogico della razza Bruna. Un appuntamento che coinvolge numerosi allevatori da tutta Italia.
Direttore Santus, quanto incide il (basso) prezzo del latte sulla capacità di investire delle aziende zootecniche?
“La propensione all’investimento delle aziende zootecniche non differisce molto da quella di una qualsiasi azienda che si confronta sul mercato. Non è tanto il valore della produzione attuale che fa la differenza, quanto invece l’aspettativa futura di tale valore.
Nell’immediata vigilia della fine del regime delle quote, i dubbi sulla dinamica del prezzo futuro sono molti e decisamente importanti. Per questo motivo la fase di prezzi contenuti affiancata da un’attesa volatilità degli stessi nel medio termine rende difficile investire e rende sempre più attraente invece la scelta di rimandare interventi differibili.
Per un certo periodo questo atteggiamento può non essere dannoso, ma se si protraesse sarebbe pagato a caro prezzo in futuro da aziende che sarebbero poco competitive, proprio in un momento nel quale la concorrenza nazionale ed internazionale sarà ancora più forte”.
Cosa vi attendete dalla Pac e dai Psr in fase di attivazione?
“A livello generale il piano zootecnia sembra essere importante e viene riconosciuto un principio di rilevanza della zootecnia nel panorama agricolo italiano. In senso più stretto siamo in attesa che venga definito il Pon sulla biodiversità, che potrebbe essere un’arma di rilancio delle azioni di gestione genetica delle popolazioni zootecniche. 
Proprio dalle azioni inserite nei Psr e nei Pon dipendono in larga misura le possibilità future di continuare ad incidere in tali settori”.
Qual è lo stato dell'arte della genomica? Quali riscontri state avendo come Anarb?
“La genomica è ormai uno strumento di routine, che ha iniziato ormai da tempo a fornire risultati pratici sotto gli occhi di tutti. Ormai quasi la metà della vacche in Italia vengono fecondate da tori giovani con indici basati solo sul loro Dna. I tori giovani di punta vengono ricercati in Italia e all’estero per fecondare le migliori femmine e per produrre embrioni di élite e la prossima generazione di torelli.
L’analisi delle femmine sta evolvendo ad un passo più cauto, non tanto per dubbi sulla bontà delle stime, piuttosto per una difficoltà da parte della allevatore medio di quantificare il rientro dall’investimento legato ai costi di analisi.
Proprio la genotipizzazione delle femmine, però, è la prossima frontiera dello sviluppo dei piani di selezione genomica. Ormai tutti i tori sono analizzati e i dati sono elaborati insieme a livello mondiale: non c'è ancora molto da migliorare.
Stiamo anche lavorando alla prossima generazione di programma di selezione, che si appoggerà direttamente sulle vacche e sui loro genotipi per predire il futuro. In tal senso le tre principali Associazioni nazionali allevatori da latte hanno unito gli sforzi e stanno investendo sul futuro in modo congiunto”.
La fine del regime delle quote latte come è vissuta dagli allevatori della Bruna?
“Con un certo nervosismo, ma non eccessivo. Molti allevatori, soprattutto delle zone montane, non vendono il latte sul mercato, ma lo trasformano in formaggi tipici o direttamente o tramite caseifici sociali. Questo di certo non li isola dall’andamento di mercato generale, ma spesso la produzione di formaggi di alta qualità e ricercati dal mercato rende meno impattante l’andamento di breve termine dei listini generali”.
Come stanno andando i prodotti “disolabruna”?
“Il consorzio cresce, l’interesse pure, i problemi anche di tipo commerciale aumentano e tutto ciò è un buon segno. Continuiamo a seguire la politica dei piccoli passi, della crescita lenta e della alta qualità dei prodotti.
Sarebbe stato facile avere un aumento esplosivo con una riduzione della qualità, ma pensiamo che quella sarebbe stata la strada per il fallimento dell’iniziativa. Invece i formaggi disolabruna continuano a spopolare nei concorsi, sono indicati dagli esperti come prodotti di qualità assoluta e il mercato ci sta dando ragione”.
Come vedete il futuro?
“Il sistema allevatori sta vivendo una delle peggiori crisi economiche mai attraversate. I dubbi sono assai più delle certezze. Le strutture, personale in primis, stanno soffrendo. Vedere un futuro roseo in questo momento è difficile per chiunque sia coinvolto direttamente in questa fase. Però gli elementi incoraggianti non mancano. Primo tra tutti, la vicinanza degli allevatori alle strutture che forniscono servizi apprezzati e supporto, tramite personale preparato. Il futuro dipenderà in larga parte dalla volontà generale di persistere a salvaguardare un patrimonio selettivo creato in tanti anni di lavoro”.
Monday, February 09, 2015 Fava: "La FAZI punto di riferimento per il comparto. Primi bandi del PSR pubblicati tra marzo e aprile. “La Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari, alla sua 87ª edizione, rappresenta un punto di riferimento di rilievo per il comparto. Non dimentichiamo che si colloca strategicamente nella prima provincia agricola d’Italia e nella prima regione europea per l’agroalimentare ed è una vetrina importante per chi vuole fare innovazione in azienda”.
Lo sottolinea l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, a una settimana dall’avvio della FAZI, in programma da 13 al 15 febbraio prossimi. “Non possiamo tuttavia negare che oggi il settore, se si esclude in parte il vino, soffre una situazione di crisi che minaccia la sopravvivenza delle imprese – rileva Fava -. Dal latte ai suini, passando per i cereali, gli avicoli e la carne bovina, il mercato è in sofferenza”.
Assessore, Brescia produce l’11% del latte nazionale, la Lombardia il 44%: quali soluzioni suggerisce per salvare le stalle?
“Sul fronte del prezzo devo constatare alcune difficoltà innegabili. La Regione ha sollecitato più volte le parti per raggiungere un’intesa, ma non abbiamo poteri di coercizione. Se allevatori e industria di trasformazione non trovano un accordo, non possiamo andare al di là di una moral suasion”.
In questi giorni ha indicato tre linee che presenterà la settimana prossima al ministro Martina. Quali sono?
“L'attivazione dell'assicurazione sul prezzo del latte, come fanno negli Stati Uniti; la realizzazione di un impianto unico lombardo di polverizzazione, in modo da intervenire nei periodi di eccedenza produttiva ed esportare polvere di latte. E in queste fasi di avvicinamento al 1° aprile, quando l’Europa finalmente dirà addio al sistema fallimentare delle quote latte, raccomando ai consorzi di tutela di evitare l'introduzione di quote formaggio, per non creare altri vincoli di carta che abbiamo visto non essere stati di alcun aiuto ai produttori".
La suinicoltura è altrettanto in sofferenza. Un anno e mezzo fa lei mise sul piatto 20 milioni di euro per sostenere un settore che in Lombardia vale il 39% della carne suina italiana. Perché è rimasto tutto fermo?
“Non lo deve chiedere a me, ma al ministro Martina. La mia proposta di un sostegno forte alla filiera suinicola si ispirava a quanto operato in Normandia e Bretagna, dove per la suinicoltura vennero stanziati 15 milioni di euro. Come Regione ho previsto un intervento massiccio, ma che è subordinato al nulla osta da parte dello Stato. Non ho mai avuto alcuna risposta”.
A proposito di risposte, conferma che i primi bandi del nuovo Psr saranno pubblicati fra marzo e aprile?
“Sì, è così. Proprio ieri il ministro Martina ha fatto sapere che le Regioni che saranno pronte potranno pubblicare i bandi, anche senza aver ancora ottenuto il via libera definitivo dall’Unione europea. Di fatto ha accettato la linea della Lombardia, anche se trovo kafkiana la situazione per cui la Lombardia è l’unica regione italiana che ha completato l’iter con Bruxelles, pubblicando il Psr sul proprio sito dallo scorso 5 dicembre, cioè due mesi fa, e non ha ancora avuto un ok dalla Commissione Agricoltura. Gli agricoltori hanno voglia di investire, anche se la crisi del mercato ne ha in parte frenato lo slancio, ed è per questo che una vetrina di primo piano come la Fiera agricola zootecnica di Montichiari si colloca in una fase interessante, nonostante le difficoltà. Quest’anno peraltro, il ring nel padiglione della zootecnia si annuncia di alto profilo, con la mostra nazionale della razza Bruna e lo European Open Holstein Dairy Show. Eventi che spero diano fiducia ai produttori”.
I suinicoltori e gli avicoltori sono rimasti delusi dalla Pac, non si aspettavano di essere esclusi dal sistema.
“Il negoziato italiano condotto a Bruxelles ha fatto acqua da tutte le parti e i risultati, soprattutto sul Primo pilastro, sono stati deleteri per gli agricoltori lombardi. Abbiamo dovuto dare battaglia sugli aiuti accoppiati e fare in modo di portare a casa una fetta di risorse maggiore sul Secondo pilastro, cosa peraltro mai accaduta per la Lombardia”.
Friday, February 06, 2015 Zootecnia ai massimi livelli con Dairy Show e Mostra nazionale della bruna L’Associazione Provinciale Allevatori di Brescia scende in campo per l’edizione 2015 della Fiera Agricola Zootecnica Italiana, in programma dal 13 al 15 febbraio al Centro Fiera del Garda Montichiari: in cartellone il ritorno della competizione internazionale della Frisona in un momento particolarmente difficile per il settore.

Una sfida per dimostrare che il comparto zootecnico c’è, è vivo, e sta resistendo con caparbietà ad una crisi dai contorni sempre più preoccupanti: così il presidente dell’Associazione Provinciale Allevatori di Brescia, Germano Pè, tratteggia i contorni dell’87esima edizione della FAZI, in programma dal 13 al 15 febbraio al Centro Fiera di Montichiari.

La manifestazione si inserisce in un momento delicato per il sistema agro-zootecnico nazionale – dichiara Ezio Zorzi, direttore del Centro Fiera del Garda di Montichiari – ma riteniamo che il ruolo della Fazi, storicamente radicata sul territorio, sia anche quello di offrire ad agricoltori, allevatori, contoterzisti opportunità di relazionarsi e individuare strategie comuni per migliorare la redditività delle aziende. Gli strumenti per innovare ci sono”. 

La FAZI vedrà l’Apa mobilitata ai massimi livelli con il ritorno del Dairy Show - European Open Holstein, dedicato alla Frisona e condiviso ad anni alterni con Veronafiere: l’accordo di collaborazione per l’organizzazione dell’evento sottoscritto tempo fa da Apa Brescia con Apa Verona continua oggi con l’Associazione Regionale Allevatori del Veneto.

Grande attesa anche per la Mostra nazionale della Razza Bruna, in una tre giorni che vedrà mobilitato tutto il sistema allevatori, cominciando dall’Aia, Associazione Italiana Allevatori, fino alle associazioni regionali, oltre alle associazioni della Bruna e della Frisona. Sotto la lente, fra gli altri, le nuove frontiere del miglioramento genetico, un impegno di notevole caratura quindi, che si concretizza nonostante le forti criticità che in questi ultimi mesi stanno mettendo nuovamente in ginocchio il comparto agricolo sia a livello locale che nazionale.

“Le nostre aziende stanno attraversando uno dei momenti più duri e difficili della storia recente – afferma Pè -. La solidità del comparto zootecnico bresciano e lombardo non è mai stata così a rischio come in questo momento: eppure anche in questa occasione gli allevatori hanno voluto dare una dimostrazione di caparbietà e di grande forza di volontà, mobilitandosi per fare in modo che la Fiera di Montichiari si confermi all’altezza del proprio prestigio”.

Il programma si preannuncia infatti particolarmente intenso, grazie in particolar modo al 14esimo Dairy Show- European Open Holstein Show, la competizione fra allevatori europei di Frisona. Le bovine iscritte a catalogo sono 280, provenienti non solo da tutta Italia ma anche da Spagna, Francia e Germania, ed il concorso si terrà domenica 15 con un giudice ufficiale che arriverà dal Canada.

La Mostra Nazionale della Bruna si svolgerà per l’esattezza nella giornata di sabato 14: il giudice sarà il bresciano Daniele Galbardi, giovane allevatore di Zone che ha già valutato più di 50 mostre. Non mancherà la mostra interregionale dei conigli, con oltre 600 soggetti provenienti dal nord e dal centro Italia, ed è prevista anche l’esposizione di circa 30 cavalli di razza Avelignese e Maremmana, con tanto di “battesimo della sella” per i più piccoli. L’apertura di venerdì 13 sarà invece riservata agli istituti agrari ed alle nuove generazioni con la presenza del gruppo Agafi, i giovani allevatori di frisona che si confronteranno in gare di tosatura, conduzione e valutazione morfologica dei soggetti, e del Bjf (Giovani allevatori della Bruna). Da segnalare inoltre anche l’importante convegno “Le nuove tecnologie della riproduzione al servizio della selezione”, organizzato da Anafi per la mattina di venerdì 13 febbraio alle 10.

Tutto il sistema allevatori farà quadrato per dare vita ad un’edizione che ha senza dubbio le carte in regola per rimanere nella memoria di allevatori e visitatori – conclude il presidente Pè-. Spero che il nostro impegno possa essere utile per riportare l’attenzione di istituzioni e consumatori sulle difficoltà di un settore che rappresenta un tassello strategico e fondamentale del tessuto produttivo lombardo, e come tale va sostenuto ed aiutato”.

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claudio@andrizzi.info
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Wednesday, February 04, 2015 Eventi zootecnici internazionali e convegni di approfondimento tecnico per una fiera completa dedicata al settore primario Tre giorni intensi, con eventi e mostre zootecniche internazionali ed un’esposizione completa di quanto di meglio ha da offrire il settore primario. Sono queste le caratteristiche dell’edizione 2015 della FAZI, la Fiera Agricola Zootecnica Italiana in programma dal 13 al 15 febbraio 2015 al Centro Fiera di Montichiari (BS).

La superficie espositiva sarà di oltre 40.000 metri quadrati coperti, di cui 10.000 interamente dedicati alle mostre zootecniche. Come da tradizione, i visitatori avranno la possibilità di visionare una panoramica completa di tutto quanto concerne servizi, macchine e attrezzature agricole, attrezzature e prodotti per la zootecnia, soluzioni per le stalle e le strutture di ricovero e allevamento degli animali. 

L’edizione 2015 della FAZI proporrà inoltre un ricco programma di convegni tecnici dedicati alla zootecnia e alle coltivazioni. Da segnalare, in particolare, il convegno promosso da ANAFI venerdì 13 febbraio, alle ore 10, dal titolo “Le nuove tecnologie della riproduzione al servizio della selezione” che consentirà di approfondire un tema di frontiera per la zootecnia più avanzata. La riproduzione, infatti, riveste un ruolo fondamentale nell’allevamento animale, essendo lo strumento principale su cui si fonda il miglioramento genetico e la selezione. Le nuove tecniche di riproduzione assistita, oggetto del convegno, sempre più diffuse tra gli allevatori, consentono di incrementare la pressione di selezione. Il convegno vedrà la partecipazione, oltre che di ANAFI e dei Centri di FA, anche di relatori altamente qualificati che già da tempo operano con queste nuove tecniche come il Prof. Cesare Galli di AVANTEA, il dr. Pierluigi Guarneri, presidente della Società Italiana di Embryo Transfert, il prof. Christian Maltecca dell’Università del North Carolina (USA) ed il dr. Juan Moreno, CEO di Sexing Technologies (USA).

Come da tradizione, inoltre, la FAZI proporrà un programma di eventi zootecnici di altissimo livello. Nel padiglione riservato alle mostre zootecniche, sabato 14 febbraio verrà proposta la 47a Mostra Nazionale - Libro genealogico Razza Bruna Italiana a cura di ANARB. Domenica 15, invece, l’appuntamento clou è con il Dairy Show, 14a edizione dello Euopean Open Holstein Show a cura di APA,