Montichiari fulcro della zootecnia nazionale
F.A.Z.I. 2011
I numeri delledizione 2011 confermano lattenzione del mondo agricolo e dellindotto nei confronti della rassegna monticlarense. Sono oltre 450 gli espositori e gli allevatori presenti, tanto che viene occupato per intero il quartiere fieristico del Garda, con 45.000 metri quadrati di superficie espositiva, dei quali 12.000 interamente dedicati agli eventi zootecnici.
IL DAIRY SHOW
Evento clou della rassegna sarà lOpen Holstein Show (conosciuto dagli addetti ai lavori anche come Dairy Show). Si tratta della manifestazione di carattere europeo dedicata agli allevamenti di Frisona di tutta Europa, e organizzata dalle Associazioni provinciali allevatori di Verona e Brescia, dallAnafi (Associazione nazionale allevatori di bovini frisona italiana), in collaborazione con il Centro Fiera di Montichiari e Veronafiere, nellottica di unalternanza che vede negli anni dispari il confronto internazionale nel Bresciano, mentre negli anni pari a Verona.
LOpen Holstein Show è un evento particolarmente sentito dai produttori italiani ed europei, dal momento che la partecipazione è diretta e nominativa per ciascun allevamento. Dunque un sistema di confronto e valutazione differente rispetto a quanto organizzato sul ring dellultima Fiera internazionale del Bovino da latte.
Il Dairy Show è un appuntamento che coinvolge in prima fila i produttori. E levento 2011 significa, per gli allevatori italiani, una sfida alla conferma.
Sono circa 340 i capi iscritti al Dairy Show, provenienti dallItalia (20 le Associazioni provinciali allevatori rappresentate), dalla Spagna, ma anche dalla Germania, dallOlanda e dalla Svizzera.
Per la zootecnia di casa nostra di difendere il titolo, conquistato nel febbraio 2010 a Verona, nel corso di Fieragricola, dallazienda agricola Errera Holsteins di Borgoforte (Mn).
LE ALTRE PROPOSTE
Ampio spazio sarà assicurato alla F.A.Z.I. anche ai giovani conduttori dellAgafi, la sezione appunto junior dellassociazione di razza Frisona. Un momento importante, che coinvolge direttamente nella punteggiatura e la valutazione degli animali i ragazzi degli Istituti agrari da tutta Italia. Non mancheranno, poi, specifici momenti di valorizzazione delle produzioni made in Italy, con lo stand e gli animali del mondo Aia e Italialleva, chiavi strategiche per promuovere la filiera nazionale e al contempo garantire il consumatore finale sul fronte della provenienza.
Ma più in generale la Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari porta nel cuore della pianura padana un evento lungo un intero weekend in grado di catalizzare lattenzione del comparto primario, con espositori, convegni ed eventi legati alla meccanizzazione, la mangimistica, le agroenergie, i mezzi tecnici, la veterinaria e la zootecnia da reddito.
Fra i temi di interesse per gli addetti ai lavori non possono essere dimenticati gli aspetti della Pac dopo il 2013, il reddito nelle stalle da latte, il rilancio della suinicoltura, le nuove frontiere delle energie rinnovabili.
BRESCIA, UNA PROVINCIA A TRAZIONE ZOOTECNICA
La provincia di Brescia è forse il territorio maggiormente rappresentativo, per quanto riguarda i numeri, della zootecnia pesante. Sono i numeri comunicati dallAssociazione provinciale allevatori di Brescia, presieduta da Germano Pè, a confermarlo.
Dai dati dellApa, infatti, gli allevamenti che aderiscono ai servizi di controllo funzionale e di libro genealogico sono circa 1.250 per una consistenza di oltre 103.000 vacche da latte, oltre 3.000 suini e circa 3.000 fra bufalini, bovini da carne, equini, ovini, caprini e conigli.
Certo, mediamente la zootecnia soffre anche nel bresciano, in linea con il trend di contrazione che caratterizza tutta la Penisola. Secondo lultima rapporto sul latte presentato dallAssociazione italiana allevatori (Aia), in collaborazione con lUniversità Cattolica di Piacenza, il numero di allevamenti in attività in Italia nella campagna 2009/10 è sceso a 40.199, con una riduzione di oltre 800 unità rispetto alla campagna precedente.
Parallelamente, la produzione commercializzata è rimasta praticamente stabile, a 10,9 milioni di tonnellate (erano 11,90 milioni nel 2008/09). Dati che appunto mettono in evidenza quanto sia complesso il lavoro dellallevatore. «Eppure come ha avuto modo di sottolineare lAia non deve essere sottovalutato il livello di competitività che il settore zootecnico nazionale ha raggiunto, riuscendo a mantenere i volumi produttivi del passato, nonostante il numero delle stalle italiane sia in costante contrazione, come è stato evidenziato dai numeri».
SUINICOLTURA SOTTO LA LENTE
Montichiari tiene accesi i riflettori anche sulla suinicoltura, che nel quadrilatero costituito da Brescia, Mantova, Cremona e Lodi rappresenta una punta avanzata per la salumeria italiana di qualità.
Levento della Fiera Agricola Zootecnica Italiana rappresenta un appuntamento fisso per tracciare un bilancio del comparto e impostare la barra del timone sulle politiche di mercato dei mesi a seguire. È bresciano di Isorella, peraltro, il nuovo presidente dellAnas (Associazione nazionale degli allevatori di suini): Andrea Cristini.
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